Il “Don Carlo” al Teatro dell’Opera di Firenze

Cari amici, si è conclusa con successo la nostra uscita a Firenze di domenica 14 maggio per assistere all’opera Don Carlo.

Siamo rimasti molto soddisfatti del buon esito della rappresentazione nonostante qualche sostituzione di cantante, ma sempre ad ottimo livello e che dire del Teatro? Davvero uno dei più suggestivi al mondo, meritava una nostra partecipazione, anche per apprezzare l’acustica perfetta.

Ed ora ci stiamo impegnando per le prossime iniziative: oltre allo Sferisterio di Macerata e il Rossini Opera Festival già programmati precedentemente e con pochi biglietti ancora disponibili eventualmente da richiedere entro il 25 maggio presso la Casa Musicale di Ancona, ci stiamo adoperando per organizzare un concerto alla Corte della Mole Vanvitelliana in collaborazione con il Museo Omero per il giorno 16 agosto.

Stiamo poi aspettando di conoscere i calendari dei vari Teatri per la stagione 2017/18 per poter scegliere i titoli più interessanti ed organizzarci in merito.

Ricordiamo che per ulteriori informazioni, l’Associazione resterà aperta al pubblico il giovedi pomeriggio dalle ore 16 alle 18 nei locali di via degli aranci ad Ancona o telefonicamente allo 071/ 2070599.

 

Il Direttivo

Il “Don Carlo” al Teatro dell’Opera di Firenze

SALOTTO SOTTO LE STELLE

10ago locandina

Concerto lirico

SALOTTO SOTTO LE STELLE”

10 agosto 2016 ore 21.30

Corte della Mole Vanvitelliana, ANCONA

L’Associazione Amici della Lirica “Franco Corelli”  Ancona propone “Salotto sotto le stelle”, un concerto dedicato alla ROMANZA DA SALOTTO nella notte in cui cadono le stelle. Durante la serata vi sarà un particolare omaggio al compositore Francesco Paolo Tosti nel centenario della morte. Un evento organizzato in collaborazione con il Museo Tattile Statale Omero di Ancona ed inserito all’interno della rassegna culturale estiva “Sensi d’Estate”.

interpreti

DENVER MARTIN SMITH – baritono

ISABELLA ORAZIETTI – soprano

TINATIN NEBUNISHVILI – mezzosoprano

SILVIA ERCOLANI – pianoforte


Ingresso libero

tosti 1

FRANCESCO PAOLO TOSTI

Nato a Ortona (CH) nel 1846, quinto dei cinque figli, studiò col maestro Saverio Mercadante presso il Conservatorio di San Pietro a Majella a Napoli, dove si diplomò in violino e composizione nel 1866. Iniziò a lavorare organizzando spettacoli e dirigendo opere per gli impiegati della ferrovia adriatica, seguendo i lavori tra Ortona e Ancona; si trasferì poi a Roma dove, sfruttando la sua voce tenorile, iniziò ad esibirsi come cantante: grazie a questa attività divenne una celebrità e iniziò a frequentare gli ambienti mondani della capitale, venendo assunto come maestro di canto di Margherita di Savoia, la futura regina d’Italia. Qui strinse amicizia con altri due grandi abruzzesi: Gabriele D’Annunzio, uno dei massimi poeti italiani del tempo, e Francesco Paolo Michetti, noto pittore. Alla fine degli anni 1870 si trasferì a Londra dove nel 1880 entrò alla corte della regina Vittoria come maestro di canto: mantenne la sua posizione anche sotto il suo successore, Edoardo VII, che nel 1908 gli conferì il titolo di baronetto. Per tutto il suo periodo inglese continuò ad aver rapporti con l’Italia, dove trascorreva regolarmente alcuni periodi. Alla morte di Edoardo VII (1910) decise di rientrare definitivamente in Italia e di stabilirsi a Roma, dove morì presso l’Hotel Excelsior il 2 dicembre 1916. Tra le sue oltre cinquecento romanze per canto e pianoforte, i cui testi vennero scritti anche da poeti come Antonio Fogazzaro, Rocco Pagliara, Naborre Campanini e Gabriele d’Annunzio, e sono stati interpretati dalle voci di Enrico Caruso, Tito Schipa, Giuseppe Di Stefano, Alfredo Kraus, Jussi Bjorling, Luciano Pavarotti, Mina e José Carreras, si ricordano brani tuttora molto eseguiti, quali: L’alba separa dalla luce l’ombra, Malìa, Vorrei morir, Non t’amo più, L’ultima canzone, Ideale e A Marechiare, divenuto un classico della canzone napoletana.

(credit https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Paolo_Tosti)

 

 

CONCERTO “SALOTTO SOTTO LE STELLE ” 10 AGOSTO 2016

INTERPRETI

 10ago denver

Denver Martin Smith, baritono
Baritono originario di Cape Town, Sud Africa, vive a Londra. Ha studiato al Conservatorio dell’Università di Cape Town, quindi ha seguito corsi di perfezionamento alla Scuola d’Opera Bel Canto di Firenze e presso l’Istituto Nazionale Tostiano di Ortona, con il quale ha per anni collaborato.
Molti i ruoli interpretati nell’ambito operistico, dagli autori più tradizionali (Mozart, Rossini, Verdi, Bizet) ai più moderni (Britten, Dove). Diverse interpretazioni nel repertorio sacro, liederistico e da camera. Il prossimo ottobre debutterà a Londra nel musical Lost in the Stars di Kurt Weil.

 

10ago Orazietti

Isabella Orazietti, soprano

Nata Fano si diploma con il massimo dei voti e la lode, al Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro e si laurea brillantemente al DAMS di Bologna.Ha frequentato Masterclass con M. Devia, L. Gherova, L. Lootens, C. Underwood, G. Banditelli, E. Iżykowska, A. Antoniozzi. Ha preso parte a concerti in Italia e all’estero; si è esibita al Maskfest, festival di musica classica e contemporanea, di San Marino. Collabora, in qualità di solista, con diversi cori, eseguendo, tra l’altro: la Missa in tempore belli di F. J. Haydn, il Gloria di Vivaldi, la Navidad Nuestra e la Misa Criolla di Ariel Ramirez, presso il Teatro della Fortuna di Fano. Con l’Associazione Amici della Lirica “Franco Corelli” ha debuttato nel ruolo di Silvia nell’opera Zanetto di P. Mascagni, presso il Teatro delle Muse di Ancona in novembre 2015.

10ago tinatin

Tinatin Nebunishvili, mezzosoprano

Nata in Georgia, dopo il Diploma in canto lirico presso il Conservatorio di Stato di Tibilisi, si trasferisce in Italia e, dal 2013, frequenta i corsi di perfezionamento di Canto Lirico presso l’Accademia d’Arte Lirica di Osimo. Nel 2015 si esibisce e partecipa a diversi concerti e concorsi fra i quali: il 6° Concorso Lirico Internazionale “Anita Cerquetti”, il Canto Festival di Amandola (AP) e il 1° concorso regionale “Kakheti” a Gurjaani (Georgia). Nel maggio 2016 vince il Primo Premio Assoluto nella sezione di canto nel XIII Concorso Internazionale Musicale “Città di Pesaro”.

CONCERTO “SALOTTO SOTTO LE STELLE”

 

programma – (può subire modifiche)

Francesco Paolo Tosti:

Ideale, baritono

L’alba separa dalla luce l’ombra, baritono

Sogno, soprano

Malìa, mezzosoprano

For ever and for ever, baritono

Ask me no more, baritono

Leoncavallo – Mattinata, soprano

De Curtis – Non ti scordar di me, mezzosoprano

Denza – Occhi di fata, baritono

Gastaldon – Musica Proibita, baritono

Dvorak “Rusalka” – Inno alla luna, soprano

Bizet “Carmen” – Habanera, baritono

Bizet “Carmen” – Votre toast, baritono

Mozart “Don Giovanni” – Là ci darem la mano, duetto

10 ago foglio sala int

 

INFORMAZIONI

Associazione Amici della Lirica “Franco Corelli” Ancona – amici.lirica.ancona@gmail.com

 

Luogo del concerto: Corte della Mole Vanvitellina, Banchina Giovanni da Chio 28 – Ancona – tel. 071 2811935

Il concerto si svolge all’aperto, i posti a sedere sono limitati (si accettano prenotazioni solo per persone con disabilità).
In caso di pioggia gli spettacoli si svolgeranno al Teatro Sperimentale L. Arena, via Redipuglia 59, Ancona.

SALOTTO SOTTO LE STELLE

IL FASCINO DEL MELODRAMMA CON I SOLISTI DELL’ACCADEMIA LIRICA DI OSIMO

I solisti dell’Accademia d’Arte Lirica di Osimo, con il pianista Alessandro Benigni, sono i protagonisti del concerto di mercoledì 28 ottobre, alle ore 18, al ridotto del Teatro delle Muse di Ancona, per il Festival d’Autunno “Albe e Tramonti”. “Il Fascino del Melodramma” è il titolo dell’evento, organizzato in collaborazione con l’Associazione Amici della Lirica “Franco Corelli” di Ancona. Per il pubblico del capoluogo sarà l’occasione di scoprire alcuni giovani talenti della vocalità, perfezionati dall’Accademia osimana con grandi maestri, tra i quali figurano alcuni dei più celebri cantanti della scena operistica: Lella Cuberli, Raina Kabaivanska, William Matteuzzi. Quattro voci di tre nazionalità diverse sottolineano il respiro internazionale dell’Accademia Lirica: il soprano Yuliya Poleshchuk è russa, il mezzosoprano Tinatin Nebunishvili e il tenore Georgi Tsintsadze sono georgiani, il baritono Takahiro Shimotsuka è giapponese. Ma il repertorio musicale è prevalentemente italiano: arie, duetti e pezzi d’assieme di Rossini, Donizetti, Verdi, Cilea e Puccini, con alcuni brani francesi di Bizet, Gounod e Saint-Saëns. Una prova di versatilità tra stili, autori e repertori diversi, tra la comicità dell’opera buffa – Il Barbiere di Siviglia e Don Pasquale – e la drammaticità del melodramma romantico – Rigoletto, Faust, Roméo et Juliette – fino alla giovane scuola verista – La Bohème, Adriana Lecouvreur – in un arco di cent’anni di musica operistica. Ingresso libero.

I solisti dell'Accademia d'Arte Lirica di Osimo
I solisti dell’Accademia d’Arte Lirica di Osimo

BREVE STORIA DELL’ACCADEMIA

L’Accademia d’Arte Lirica di Osimo è stata fondata nel 1979 per formare e perfezionare giovani cantanti di ogni nazionalità e favorirne l’inserimento nel mondo del teatro lirico, sotto la guida di autorevoli maestri, tra i quali figurano Lella Cuberli, Raina Kabaivanska, William Matteuzzi. La direzione artistica, ricoperta negli anni da Romano Gandolfi, Ottavio Ziino, Katia Ricciarelli, Alberto Zedda, Raina Kabaivanska, Sergio Segalini, è oggi affidata a Vincenzo De Vivo. Sin dal 1981 gli allievi hanno potuto intraprendere la loro attività professionale nelle produzioni delle varie Stagioni Sperimentali organizzate dalla stessa Accademia. Negli ultimi anni un numero sempre crescente di allievi e di ex allievi ha potuto calcare palcoscenici nazionali e internazionali, tra i quali il Teatro alla Scala di Milano, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro San Carlo di Napoli, Rossini Opera Festival di Pesaro, Macerata Opera Festival, Festival della Valle d’Itria di Martina Franca, Pergolesi-Spontini Festival di Jesi, oltre a numerosi Teatri e Istituzioni musicali in quattro continenti. L’Accademia ha raggiunto un’ampia notorietà internazionale, confermata dal documento, firmato presso il Comune di Osimo il 24 maggio 2003, da venticinque Rappresentanti Diplomatici accreditati presso lo Stato italiano. Le collaborazioni attivate recentemente prevedono, tra l’altro, azioni comuni con Beijing Brilliant International Cultural Arts Centre di Pechino e Masclassica (progetto “Accademia on line”), l’Università F. Chopin di Varsavia, la Fondazione Centro di Musica antica Pietà de’ Turchini di Napoli, Asolo Musica/Veneto Musica. L’Accademia è considerata un importante riferimento per la salvaguardia dell’arte e della cultura musicale italiana.

(Articolo dell’Accademia Lirica di Osimo)

IL FASCINO DEL MELODRAMMA CON I SOLISTI DELL’ACCADEMIA LIRICA DI OSIMO

TORNA IN SCENA “La Bohème e i bohémiens”

Sabato 10 ottobre 2015, ore 20.00, presso il Ridotto del Teatro delle Muse torna in scena “La Bohème e i Bohémiens” lo spettacolo musicale tratto dal libro ”Giacomo Puccini intimo” di Guido Marotti (Ed. Vallecchia, 1943) e dedicato al grande maestro di Torre del Lago ed alla sua intramontabile arte.

promo foto Club-La-Boheme“Ancor prima di dar titolo alla struggente storia di Mimì e dei quattro squattrinati amici della soffitta sui tetti di Parigi, La Bohème potè per qualche tempo identificarsi con una rustica capanna di legno dalle parti di Torre del Lago. Era il rifugio eletto a luogo di ritrovo da un’allegra brigata di artisti, una comitiva spensierata e godereccia di amici che in quella dimora avevano fondato il “Club della Bohème”, di cui loro erano i singolari bohémiens. Giacomo Puccini ovviamente ne era il promotore e l’esponente di spicco, con il ristretto cenacolo dei suoi amici artisti: pittori, scrittori, musicisti e quant’altro.

“La Bohème e i Bohémien” è il racconto agile, divertente e curioso di questa simpatica combriccola di buontemponi di talento, una storia che nasce dal romanzo “Giacomo Puccini intimo” di Guido Marotti, “socio” partecipante nonché amico e segretario personale di Giacomo. L’Associazione Amici della Lirica “Franco Corelli” di Ancona ha rielaborato la spigliata storia per presentarla nei giorni scorsi in una semplice ma accattivante messinscena. Con l’adattamento dei testi ad opera di Rosetta Martellini e di Roberta Mori e con l’adattamento e arrangiamento musicale di Michele Scipioni, ne sono validissimi protagonisti la stessa Martellini (regista e voce narrante), e il Sineforma Ensemble attraverso il violino di Simone Grizi, il clarinetto di Michele Scipioni e il pianoforte di Meri Piersanti.”

(testo tratto dalla recensione di Fabio Brisighelli)

“La Bohème e i bohémiens” è realizzato dall’Associazione Amici della Lirica “Franco Corelli” insieme all’Associazione Sineforma. Ringraziamo il Museo Tattile Statale Omero per aver permesso la sua realizzazione e per averla scelta come spettacolo rappresentante della sua attività all’interno del Festival D’Autunno Albe e Tramonti di Ancona.

23mag la boheme ritagliatoSabato 10 ottobre 2015 ore 20.00 – presso Ridotto del Teatro delle Muse, Ancona

gli Amici della Lirica “Franco Corelli” insieme all’Associazione Sineforma

in collaborazione con il Museo Tattile Statale Omero

presentano:

“La Bohème e i Bohémiens”

racconto in musica da Guido Marotti “Giacomo Puccini intimo” (Ed. Vallecchia, 1943)

Rosetta Martellini, voce narrante
Alessandra Capici, soprano
Carlo Giacchetta, tenore
Michele Sipioni, clarinetto
Simone Grizi, violino
Meri Piersanti, pianoforte

Rosetta Martellini, regia
Roberta Mori, adattamento testi, produzione
Michele Scipioni, elaborazioni musicali

INGRESSO LIBERO

Si ringrazia per la collaborazione

Museo Tattile Statale Omero, Ancona – Biennale Arteinsieme 2015

Grafica Louise Bull

Museo del Cappello Montappone

info: amici.lirica.ancona@gmail.com

TORNA IN SCENA “La Bohème e i bohémiens”

IL PIU’ GRANDE OTELLO DI TUTTI I TEMPI

Nel centenario della sua nascita, gli Amici della Lirica “Franco Corelli” dedicano un CONCERTO LIRICO a Mario Del Monaco.

4ott del monaco otello poseMario Del Monaco nasce a Firenze il 27 luglio del 1915. Figlio di una pianista e di un critico musicale, inizia lo studio del violino ma si rende conto che la sua reale passione è il canto. Trascorsi i primi anni di vita in Toscana, la famiglia Del Monaco si stabilisce a Pesaro dove Mario studia canto al Conservatorio Rossini e, appassionato di pittura e scultura, si diploma anche alla Scuola d’Arte di Pesaro.

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Il debutto di Mario Del Monaco al Teatro Comunale di Cagli nel 1939

Debutta al Teatro Comunale di Cagli nel 1939 cantando “Cavalleria rusticana” ma la sua carriera decolla nel 1946 con il debutto a Londra in “Tosca” e “Pagliacci”. L’anno successivo canterà per la prima volta anche all’Opera di Roma con “Carmen” e nel 1949 al Teatro alla Scala con uno splendido “Andrea Chénier”. Ma la svolta della sua carriera arriva nel 1950 a Buenos Aires, dove nel Teatro Colòn si esibisce nell’ “Otello” di Verdi che lo ha reso famoso nella storia del canto legando il suo nome a quello di Otello. Da quel momento inizia la sua brillante carriera che lo vede esibirsi in tutto il mondo come tenore verdiano. Mario Del Monaco è il tenore drammatico per eccellenza e diventa uno dei più rappresentativi e popolari degli anni ’50 e ’60.

4ott Del-Monaco-OtelloDomenica 4 ottobre all’interno del Festival D’Autunno, gli Amici della Lirica “Franco Corelli” di Ancona ricordano i 100 anni dalla nascita del tenore Mario del Monaco con un concerto a lui dedicato. In programma le arie più belle dalle opere liriche più famose tra quelle che ha interpretato, e che saranno eseguite dal tenore Rubens Pellizzari insieme alla soprano Marta Torbidoni e il baritono Marco Di Felice accompagnati al pianoforte da Silvia Ercolani.

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PAGLIACCI al Metropolitan di New York 1953

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CONCERTO LIRICO

in ricordo di MARIO DEL MONACO

nel centenario della sua nascita

 

Domenica 4 ottobre 2015 ore 18.00

Ridotto del Teatro delle Muse

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Rubens Pelizzari, tenore

Marta Torbidoni, soprano

Marco Di Felice, baritono

Silvia Ercolani, pianoforte

PROGRAMMA

Verdi  IL TROVATORE, “Di geloso amor sprezzato” (soprano, tenore, baritono)

Verdi LA TRAVIATA, “E’ strano” (soprano)

Meyerbeer  L’AFRICANA, “O Paradiso” (tenore)

Verdi MACBETH, “Pietà, rispetto, amore” (baritono)

Donizetti ANNA BOLENA “Al dolce guidami castel natìo(soprano)

Puccini TOSCA “E lucevan le stelle” (tenore)

 Giordano ANDREA CHENIER, “Nemico della patria (baritono)

 Leoncavallo Mattinata, romanza per tenore

 Puccini TURANDOT , “Tu che di gel sei cinta(soprano)

 Verdi LA FORZA DEL DESTINO, “Invano Alvaro ti celasti al mondo” (tenore, baritono)

 

 

INGRESSO LIBERO

info:  amici.lirica.ancona@gmail.com

 

 

 

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IL PIU’ GRANDE OTELLO DI TUTTI I TEMPI

LA GAZZA LADRA AL ROF 2015, APPUNTI

la gazza copertina

La Gazza ladra e Matilde di Shabran sono le due opere di Rossini definite semiserie, opere che sebbene denominate rispettivamente melodramma e melodramma giocoso, risentono dell’influenza del Romanticismo, contribuendo a meritare all’opera il confronto con il genere del romanzo.

Non vi è dubbio che l’opera semiseria avesse delle strutture proprie, diverse da quelle dell’opera buffa e dell’opera seria, e fu la scuola napoletana ad aver contribuito a fissare i caratteri di questo tipo di opera quali: la vicenda imperniata sulla figura di un condannato innocente, generalmente una fanciulla, il lieto fine, la presenza di cori e cortei di condannati, scene di prigioni e di processi, l’ambientazione feudale con un tiranno malvagio contro la povera vittima e la presenza lontana di un sovrano illuminato.

Con il debutto alla Scala di Milano il 31 maggio 1817, il melodramma in due atti di Giovanni Gherardini, tratto dalla Pie voleuse di Théodore Baldouin D’Aubigny e Louis-Charles Caigniez, La Gazza ladra presenta uno spaccato di vita paesana che si annuncia anche dal numero e dalla varietà dei personaggi: Fabrizio Vingradito, ricco fittavolo (basso); Lucia, sua moglie (mezzosoprano); Giannetto figlio di Fabrizio, militare (tenore); Ninetta, domestica in casa Vingradito (soprano); Fernando Villabella, padre di Ninetta (basso); Gottardo, Podestà del villaggio (basso); Pippo, giovane contadino (contralto en travestì); Isacco un merciaiuolo (tenore), e poi un servo, un carceriere, un amico di Fernando, un cancelliere, cori di armigeri, contadini, e da non dimenticare una gazza.

Corposo anche il numero dei pezzi: una Sinfonia di introduzione al primo atto, seguita da recitativi e cavatine, cori, duetto, scena e terzetto, finale dell’atto con recitativo, largo e stretta conclusiva. II secondo atto inizia con un recitativo di Ninetta, due duetti, recitativo ed aria, scena e coro del giudizio, scena e quintetto, coro e preghiera di Ninetta, finale.

la gazza cucchiaioL’intreccio della complicata vicenda si svolge in un villaggio vicino Parigi, dove ritorna Giannetto accolto festosamente da tutti. Fabrizio Vingradito , padre di Giannetto lo vorrebbe sposo a Ninetta, la domestica di casa, di parere contrario è la moglie Lucia, che sospetta Ninetta del furto di una posata d’argento. Rimasta sola Ninetta è raggiunta dal padre Fernando, militare condannato a morte per una lite con un suo superiore. Fernando consegna alla figlia una posata da vendere per racimolare il denaro necessario alla fuga. Ninetta è raggiunta dal Podestà, corteggiatore respinto, che essendo senza occhiali le fa leggere una lettera dove viene esortato ad arrestare Fernando, ma Ninetta nella lettura, altera di proposito i connotati del ricercato. Nella scena ormai deserta appare la gazza che ruba un cucchiaio, di lì a poco Ninetta vende al merciaiuolo Isacco la posate del padre. Lucia scopre la mancanza di un’altra posata e accusa la fanciulla, che subito il Podestà ordina di imprigionare avendole trovato addosso il denaro datole dal merciaiuolo Isacco, il quale afferma di aver pagato una posata con il monogramma: FV (Fernando Villabella, omonimo di Fabrizio Vingradito). In carcere Ninetta riceve le visite di Giannetto e Pippo, ma anche le ulteriori, insistenti profferte del Podestà. Giudicata colpevole viene condannata a morte sulla pubblica piazza. Ma Pippo e il carceriere Antonio, seguendo la gazza che ha appena rubato un soldo, trovano tutti gli altri oggetti sottratti, il Pretore allora ordina l’immediata liberazione di Ninetta e l’opera si conclude con la gioia generale anche perché nel frattempo il Re ha concesso la grazia a Fernando.la-gazza-finale

L’opera inizia in modo sereno, lieto e musica e testo ne evidenziano la festosità ma con l’arrivo di Fernando (padre di Ninetta) spunta la tragedia e l’allegria finisce. In particolare nell’opera semiseria l’aspetto comico affiora come comico verbale o come satira (l’ironia dell’inno alla giustizia cantato dal pretore e dai giudici quando stanno condannando un’innocente) o come situazione (la gazza che interagisce). Ma costante ironica del libretto è la presenza del Podestà, goffo, lubrico e cattivo che insieme a Lucia scaglia contro Ninetta un’accusa infondata per stupirsi poi, come tutti, di fronte alla verità espressa dalla gazza.

A questa equilibrata articolazione della sceneggiatura corrisponde una inesauribile copiosità musicale che concilia quantità con qualità. La Gazza ladra, è una partitura particolarmente unitaria e lineare che rivela la modalità di approccio di Rossini a quel genere, ricco di caratterizzazioni e di elementi di colore che più lo avvicina al nascente Romanticismo, quello che più lo porta ad anticipare la produzione di Bellini e Donizetti.

Merita sottolineare la famosissima sinfonia in cui il Maestoso marziale è introdotto da tre rulli di tamburo, il primo tema allegro con brio, il secondo tema sempre allegro ma più marcato e continuo che conclude il primo periodo della maturità di Rossini in ambito Sinfonico. E ancora fra i diversi duetti quello tra Ninetta e Fernando è un vero capolavoro capace di trasmettere emozioni, commozione, “ brividi” secondo Stendhal, e il duetto d’amore e di commiato fra Ninetta e Giannetto che condurranno alla Sonnambula di Bellini e alla Linda di Chamounix di Donizetti. Così come il fierissimo Fernando, uomo calunniato, soldato offeso, padre oltraggiato, sembra anticipare gli eroi del romanticismo.

L’edizione proposta dal Rossini Opera Festival e che apre la trentaseiesima edizione, si avvale della regia di Damiano Micheletto, ed è doveroso sottolineare che è l’ultima stagione in cui il maestro Alberto Zedda ricopre la responsabilità di direttore artistico.

la-gazza padreIn quanto al cast, tutte le distribuzioni vocali, troviamo accanto ad elementi sicuri e ben affermati, per esempio il vigoroso Alex Esposito nella parte del padre di Ninetta, Fernando, elementi meno noti ma molto promettenti, provenienti dal tirocinio della prestigiosa Accademia rossiniana, come Marko Mimica, basso croato che ha sostenuto il ruolo imponente del viscido e lubrico magistrato Gottardo. La protagonista georgiana, Nino Machaidze, rivela impegno espressivo,una vocalità morbida e toccante, nonché la proprietà di una tecnica di canto adeguata alla complessità vocale ed espressiva del personaggio. Anche i personaggi di contorno sono tutti ben centrati: i genitori dell’amoroso Giannetto (lo squillante René Barbera), Simone Alberghini (Fabrizio) come sempre all’altezza del compito. Sembrano un po’ in difficoltà Teresa Jervolino (Lucia) e il tenero amico Pippo (Lena Belkina). Bene il merciaiuolo Isacco (Matteo Macchioni) e il carceriere Antonio (Alessandro).

La regia di Damiano Michieletto, dopo otto anni, è rimasta felice nel seguire l’intreccio e nell’idea di affidare la gazza ladra a una mimo-artista (la bravissima Sandhya Nagaraja); Nel 2007 lo spettacolo che vinse il premio Abbiati rappresentò una “promozione” del regista veneto dalle farse nel programma del festival ai titoli principali del repertorio rossiniano. La sua regia rappresentò una grossa sorpresa per il pubblico, tra fasci di luce, atmosfere cupe (con le scene di Paolo Fantin e i costumi di Carla Teti) e, soprattutto, i cantanti con l’acqua alle caviglie. Ci furono anche contestazioni, ma fu la prima grande occasione per un regista che poi si è affermato come uno dei più audaci e innovativi della scena internazionale.
Non si può non rendere omaggio alla saggia ed equilibrata direzione orchestrale di Donato Renzetti, all’orchestra e al coro del Teatro Comunale di Bologna preparato dal Maestro Andrea Faidutti, e sempre ogni onore al maestro Alberto Zedda che ne curò l’edizione critica nel 1973.

Daria Della Croce

[ph credit http://goo.gl/jK0OFJ; http://goo.gl/xCtYCs%5D

LA GAZZA LADRA AL ROF 2015, APPUNTI

CANTANAPOLI – “ANCONA E LE MELODIE PARTENOPEE”

storia

La storia della canzone napoletana risale circa al 1500. In quel periodo vi erano musicisti e cantanti professionisti che giravano con dei carri per la città partenopea diffondendo melodie nuove e antiche che raccontando la vita, il sole di Napoli e tutti i sentimenti popolari. In questo modo permettevano di far conoscere e diffondere alla comunià questi capolavori musicali come oggi si fa attraverso la radio per le canzoni pop. Nacque così la “villanella alla napoletana” che conquistò l’Europa fino alla fine del 1700.

ritratto3Successivamente nacque il Festival di Piedigrotta che era anticamente una festa religiosa ereditata dai Borboni. La sua nascita prettamente musicale risale alla metà dell’Ottocento decretando questo secolo come il secolo d’oro della canzone classica napoletana.

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La copertina del disco “Memories of Naples” di Franco Corelli inciso in America nel 1963 dalla Angel Records.

Agli inizi degli anni ’50 nasce il celeberrimo Festival della Canzone Napoletana (o Festival di Napoli) che segue lo sviluppo della canzone napoletana del novecento, pietra miliare della canzone italiana ed uno dei repertori più conosciuti all’estero.

Ancona è città d’arte, fervida di eventi culturali, madre del principe del belcanto Franco Corelli che fu più che degno interprete di queste immortali melodie non meno impegnative delle romanze operistiche.

Questo concerto per me molto è importante poichè sin da bambino ho respirato a pieni polmoni la cultura  partenopea diventata, per quanto mi riguarda, una “droga” necessaria alla mia anima e al mio cuore.

Alessandro Moccia

Alessandro Moccia – tenore – è interprete del repertorio napoletano nel concerto:

12ago locandina cantanapoli

CANTANAPOLI

Mercoledì, 12 agosto 2015, ore 21.30

Corte della Mole Vanvitelliana, Ancona

Lucia Eusebi, soprano

Alessandro Moccia, tenore

SINEFORMA ENSEMBLE:
Simone Grizi, violino/fisarmonica
Michele Scipioni, clarinetto
Adriano Taborro, mandolino
Meri Piersanti, pianoforte
Michele Scipioni, elaborazioni musicali

ingresso libero
info: amici.lirica.ancona@gmail.com

CANTANAPOLI – “ANCONA E LE MELODIE PARTENOPEE”