SALOTTO SOTTO LE STELLE

10ago locandina

Concerto lirico

SALOTTO SOTTO LE STELLE”

10 agosto 2016 ore 21.30

Corte della Mole Vanvitelliana, ANCONA

L’Associazione Amici della Lirica “Franco Corelli”  Ancona propone “Salotto sotto le stelle”, un concerto dedicato alla ROMANZA DA SALOTTO nella notte in cui cadono le stelle. Durante la serata vi sarà un particolare omaggio al compositore Francesco Paolo Tosti nel centenario della morte. Un evento organizzato in collaborazione con il Museo Tattile Statale Omero di Ancona ed inserito all’interno della rassegna culturale estiva “Sensi d’Estate”.

interpreti

DENVER MARTIN SMITH – baritono

ISABELLA ORAZIETTI – soprano

TINATIN NEBUNISHVILI – mezzosoprano

SILVIA ERCOLANI – pianoforte


Ingresso libero

tosti 1

FRANCESCO PAOLO TOSTI

Nato a Ortona (CH) nel 1846, quinto dei cinque figli, studiò col maestro Saverio Mercadante presso il Conservatorio di San Pietro a Majella a Napoli, dove si diplomò in violino e composizione nel 1866. Iniziò a lavorare organizzando spettacoli e dirigendo opere per gli impiegati della ferrovia adriatica, seguendo i lavori tra Ortona e Ancona; si trasferì poi a Roma dove, sfruttando la sua voce tenorile, iniziò ad esibirsi come cantante: grazie a questa attività divenne una celebrità e iniziò a frequentare gli ambienti mondani della capitale, venendo assunto come maestro di canto di Margherita di Savoia, la futura regina d’Italia. Qui strinse amicizia con altri due grandi abruzzesi: Gabriele D’Annunzio, uno dei massimi poeti italiani del tempo, e Francesco Paolo Michetti, noto pittore. Alla fine degli anni 1870 si trasferì a Londra dove nel 1880 entrò alla corte della regina Vittoria come maestro di canto: mantenne la sua posizione anche sotto il suo successore, Edoardo VII, che nel 1908 gli conferì il titolo di baronetto. Per tutto il suo periodo inglese continuò ad aver rapporti con l’Italia, dove trascorreva regolarmente alcuni periodi. Alla morte di Edoardo VII (1910) decise di rientrare definitivamente in Italia e di stabilirsi a Roma, dove morì presso l’Hotel Excelsior il 2 dicembre 1916. Tra le sue oltre cinquecento romanze per canto e pianoforte, i cui testi vennero scritti anche da poeti come Antonio Fogazzaro, Rocco Pagliara, Naborre Campanini e Gabriele d’Annunzio, e sono stati interpretati dalle voci di Enrico Caruso, Tito Schipa, Giuseppe Di Stefano, Alfredo Kraus, Jussi Bjorling, Luciano Pavarotti, Mina e José Carreras, si ricordano brani tuttora molto eseguiti, quali: L’alba separa dalla luce l’ombra, Malìa, Vorrei morir, Non t’amo più, L’ultima canzone, Ideale e A Marechiare, divenuto un classico della canzone napoletana.

(credit https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Paolo_Tosti)

 

 

CONCERTO “SALOTTO SOTTO LE STELLE ” 10 AGOSTO 2016

INTERPRETI

 10ago denver

Denver Martin Smith, baritono
Baritono originario di Cape Town, Sud Africa, vive a Londra. Ha studiato al Conservatorio dell’Università di Cape Town, quindi ha seguito corsi di perfezionamento alla Scuola d’Opera Bel Canto di Firenze e presso l’Istituto Nazionale Tostiano di Ortona, con il quale ha per anni collaborato.
Molti i ruoli interpretati nell’ambito operistico, dagli autori più tradizionali (Mozart, Rossini, Verdi, Bizet) ai più moderni (Britten, Dove). Diverse interpretazioni nel repertorio sacro, liederistico e da camera. Il prossimo ottobre debutterà a Londra nel musical Lost in the Stars di Kurt Weil.

 

10ago Orazietti

Isabella Orazietti, soprano

Nata Fano si diploma con il massimo dei voti e la lode, al Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro e si laurea brillantemente al DAMS di Bologna.Ha frequentato Masterclass con M. Devia, L. Gherova, L. Lootens, C. Underwood, G. Banditelli, E. Iżykowska, A. Antoniozzi. Ha preso parte a concerti in Italia e all’estero; si è esibita al Maskfest, festival di musica classica e contemporanea, di San Marino. Collabora, in qualità di solista, con diversi cori, eseguendo, tra l’altro: la Missa in tempore belli di F. J. Haydn, il Gloria di Vivaldi, la Navidad Nuestra e la Misa Criolla di Ariel Ramirez, presso il Teatro della Fortuna di Fano. Con l’Associazione Amici della Lirica “Franco Corelli” ha debuttato nel ruolo di Silvia nell’opera Zanetto di P. Mascagni, presso il Teatro delle Muse di Ancona in novembre 2015.

10ago tinatin

Tinatin Nebunishvili, mezzosoprano

Nata in Georgia, dopo il Diploma in canto lirico presso il Conservatorio di Stato di Tibilisi, si trasferisce in Italia e, dal 2013, frequenta i corsi di perfezionamento di Canto Lirico presso l’Accademia d’Arte Lirica di Osimo. Nel 2015 si esibisce e partecipa a diversi concerti e concorsi fra i quali: il 6° Concorso Lirico Internazionale “Anita Cerquetti”, il Canto Festival di Amandola (AP) e il 1° concorso regionale “Kakheti” a Gurjaani (Georgia). Nel maggio 2016 vince il Primo Premio Assoluto nella sezione di canto nel XIII Concorso Internazionale Musicale “Città di Pesaro”.

CONCERTO “SALOTTO SOTTO LE STELLE”

 

programma – (può subire modifiche)

Francesco Paolo Tosti:

Ideale, baritono

L’alba separa dalla luce l’ombra, baritono

Sogno, soprano

Malìa, mezzosoprano

For ever and for ever, baritono

Ask me no more, baritono

Leoncavallo – Mattinata, soprano

De Curtis – Non ti scordar di me, mezzosoprano

Denza – Occhi di fata, baritono

Gastaldon – Musica Proibita, baritono

Dvorak “Rusalka” – Inno alla luna, soprano

Bizet “Carmen” – Habanera, baritono

Bizet “Carmen” – Votre toast, baritono

Mozart “Don Giovanni” – Là ci darem la mano, duetto

10 ago foglio sala int

 

INFORMAZIONI

Associazione Amici della Lirica “Franco Corelli” Ancona – amici.lirica.ancona@gmail.com

 

Luogo del concerto: Corte della Mole Vanvitellina, Banchina Giovanni da Chio 28 – Ancona – tel. 071 2811935

Il concerto si svolge all’aperto, i posti a sedere sono limitati (si accettano prenotazioni solo per persone con disabilità).
In caso di pioggia gli spettacoli si svolgeranno al Teatro Sperimentale L. Arena, via Redipuglia 59, Ancona.

SALOTTO SOTTO LE STELLE

IL PIU’ GRANDE OTELLO DI TUTTI I TEMPI

Nel centenario della sua nascita, gli Amici della Lirica “Franco Corelli” dedicano un CONCERTO LIRICO a Mario Del Monaco.

4ott del monaco otello poseMario Del Monaco nasce a Firenze il 27 luglio del 1915. Figlio di una pianista e di un critico musicale, inizia lo studio del violino ma si rende conto che la sua reale passione è il canto. Trascorsi i primi anni di vita in Toscana, la famiglia Del Monaco si stabilisce a Pesaro dove Mario studia canto al Conservatorio Rossini e, appassionato di pittura e scultura, si diploma anche alla Scuola d’Arte di Pesaro.

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Il debutto di Mario Del Monaco al Teatro Comunale di Cagli nel 1939

Debutta al Teatro Comunale di Cagli nel 1939 cantando “Cavalleria rusticana” ma la sua carriera decolla nel 1946 con il debutto a Londra in “Tosca” e “Pagliacci”. L’anno successivo canterà per la prima volta anche all’Opera di Roma con “Carmen” e nel 1949 al Teatro alla Scala con uno splendido “Andrea Chénier”. Ma la svolta della sua carriera arriva nel 1950 a Buenos Aires, dove nel Teatro Colòn si esibisce nell’ “Otello” di Verdi che lo ha reso famoso nella storia del canto legando il suo nome a quello di Otello. Da quel momento inizia la sua brillante carriera che lo vede esibirsi in tutto il mondo come tenore verdiano. Mario Del Monaco è il tenore drammatico per eccellenza e diventa uno dei più rappresentativi e popolari degli anni ’50 e ’60.

4ott Del-Monaco-OtelloDomenica 4 ottobre all’interno del Festival D’Autunno, gli Amici della Lirica “Franco Corelli” di Ancona ricordano i 100 anni dalla nascita del tenore Mario del Monaco con un concerto a lui dedicato. In programma le arie più belle dalle opere liriche più famose tra quelle che ha interpretato, e che saranno eseguite dal tenore Rubens Pellizzari insieme alla soprano Marta Torbidoni e il baritono Marco Di Felice accompagnati al pianoforte da Silvia Ercolani.

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PAGLIACCI al Metropolitan di New York 1953

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CONCERTO LIRICO

in ricordo di MARIO DEL MONACO

nel centenario della sua nascita

 

Domenica 4 ottobre 2015 ore 18.00

Ridotto del Teatro delle Muse

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Rubens Pelizzari, tenore

Marta Torbidoni, soprano

Marco Di Felice, baritono

Silvia Ercolani, pianoforte

PROGRAMMA

Verdi  IL TROVATORE, “Di geloso amor sprezzato” (soprano, tenore, baritono)

Verdi LA TRAVIATA, “E’ strano” (soprano)

Meyerbeer  L’AFRICANA, “O Paradiso” (tenore)

Verdi MACBETH, “Pietà, rispetto, amore” (baritono)

Donizetti ANNA BOLENA “Al dolce guidami castel natìo(soprano)

Puccini TOSCA “E lucevan le stelle” (tenore)

 Giordano ANDREA CHENIER, “Nemico della patria (baritono)

 Leoncavallo Mattinata, romanza per tenore

 Puccini TURANDOT , “Tu che di gel sei cinta(soprano)

 Verdi LA FORZA DEL DESTINO, “Invano Alvaro ti celasti al mondo” (tenore, baritono)

 

 

INGRESSO LIBERO

info:  amici.lirica.ancona@gmail.com

 

 

 

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IL PIU’ GRANDE OTELLO DI TUTTI I TEMPI

LA GAZZA LADRA AL ROF 2015, APPUNTI

la gazza copertina

La Gazza ladra e Matilde di Shabran sono le due opere di Rossini definite semiserie, opere che sebbene denominate rispettivamente melodramma e melodramma giocoso, risentono dell’influenza del Romanticismo, contribuendo a meritare all’opera il confronto con il genere del romanzo.

Non vi è dubbio che l’opera semiseria avesse delle strutture proprie, diverse da quelle dell’opera buffa e dell’opera seria, e fu la scuola napoletana ad aver contribuito a fissare i caratteri di questo tipo di opera quali: la vicenda imperniata sulla figura di un condannato innocente, generalmente una fanciulla, il lieto fine, la presenza di cori e cortei di condannati, scene di prigioni e di processi, l’ambientazione feudale con un tiranno malvagio contro la povera vittima e la presenza lontana di un sovrano illuminato.

Con il debutto alla Scala di Milano il 31 maggio 1817, il melodramma in due atti di Giovanni Gherardini, tratto dalla Pie voleuse di Théodore Baldouin D’Aubigny e Louis-Charles Caigniez, La Gazza ladra presenta uno spaccato di vita paesana che si annuncia anche dal numero e dalla varietà dei personaggi: Fabrizio Vingradito, ricco fittavolo (basso); Lucia, sua moglie (mezzosoprano); Giannetto figlio di Fabrizio, militare (tenore); Ninetta, domestica in casa Vingradito (soprano); Fernando Villabella, padre di Ninetta (basso); Gottardo, Podestà del villaggio (basso); Pippo, giovane contadino (contralto en travestì); Isacco un merciaiuolo (tenore), e poi un servo, un carceriere, un amico di Fernando, un cancelliere, cori di armigeri, contadini, e da non dimenticare una gazza.

Corposo anche il numero dei pezzi: una Sinfonia di introduzione al primo atto, seguita da recitativi e cavatine, cori, duetto, scena e terzetto, finale dell’atto con recitativo, largo e stretta conclusiva. II secondo atto inizia con un recitativo di Ninetta, due duetti, recitativo ed aria, scena e coro del giudizio, scena e quintetto, coro e preghiera di Ninetta, finale.

la gazza cucchiaioL’intreccio della complicata vicenda si svolge in un villaggio vicino Parigi, dove ritorna Giannetto accolto festosamente da tutti. Fabrizio Vingradito , padre di Giannetto lo vorrebbe sposo a Ninetta, la domestica di casa, di parere contrario è la moglie Lucia, che sospetta Ninetta del furto di una posata d’argento. Rimasta sola Ninetta è raggiunta dal padre Fernando, militare condannato a morte per una lite con un suo superiore. Fernando consegna alla figlia una posata da vendere per racimolare il denaro necessario alla fuga. Ninetta è raggiunta dal Podestà, corteggiatore respinto, che essendo senza occhiali le fa leggere una lettera dove viene esortato ad arrestare Fernando, ma Ninetta nella lettura, altera di proposito i connotati del ricercato. Nella scena ormai deserta appare la gazza che ruba un cucchiaio, di lì a poco Ninetta vende al merciaiuolo Isacco la posate del padre. Lucia scopre la mancanza di un’altra posata e accusa la fanciulla, che subito il Podestà ordina di imprigionare avendole trovato addosso il denaro datole dal merciaiuolo Isacco, il quale afferma di aver pagato una posata con il monogramma: FV (Fernando Villabella, omonimo di Fabrizio Vingradito). In carcere Ninetta riceve le visite di Giannetto e Pippo, ma anche le ulteriori, insistenti profferte del Podestà. Giudicata colpevole viene condannata a morte sulla pubblica piazza. Ma Pippo e il carceriere Antonio, seguendo la gazza che ha appena rubato un soldo, trovano tutti gli altri oggetti sottratti, il Pretore allora ordina l’immediata liberazione di Ninetta e l’opera si conclude con la gioia generale anche perché nel frattempo il Re ha concesso la grazia a Fernando.la-gazza-finale

L’opera inizia in modo sereno, lieto e musica e testo ne evidenziano la festosità ma con l’arrivo di Fernando (padre di Ninetta) spunta la tragedia e l’allegria finisce. In particolare nell’opera semiseria l’aspetto comico affiora come comico verbale o come satira (l’ironia dell’inno alla giustizia cantato dal pretore e dai giudici quando stanno condannando un’innocente) o come situazione (la gazza che interagisce). Ma costante ironica del libretto è la presenza del Podestà, goffo, lubrico e cattivo che insieme a Lucia scaglia contro Ninetta un’accusa infondata per stupirsi poi, come tutti, di fronte alla verità espressa dalla gazza.

A questa equilibrata articolazione della sceneggiatura corrisponde una inesauribile copiosità musicale che concilia quantità con qualità. La Gazza ladra, è una partitura particolarmente unitaria e lineare che rivela la modalità di approccio di Rossini a quel genere, ricco di caratterizzazioni e di elementi di colore che più lo avvicina al nascente Romanticismo, quello che più lo porta ad anticipare la produzione di Bellini e Donizetti.

Merita sottolineare la famosissima sinfonia in cui il Maestoso marziale è introdotto da tre rulli di tamburo, il primo tema allegro con brio, il secondo tema sempre allegro ma più marcato e continuo che conclude il primo periodo della maturità di Rossini in ambito Sinfonico. E ancora fra i diversi duetti quello tra Ninetta e Fernando è un vero capolavoro capace di trasmettere emozioni, commozione, “ brividi” secondo Stendhal, e il duetto d’amore e di commiato fra Ninetta e Giannetto che condurranno alla Sonnambula di Bellini e alla Linda di Chamounix di Donizetti. Così come il fierissimo Fernando, uomo calunniato, soldato offeso, padre oltraggiato, sembra anticipare gli eroi del romanticismo.

L’edizione proposta dal Rossini Opera Festival e che apre la trentaseiesima edizione, si avvale della regia di Damiano Micheletto, ed è doveroso sottolineare che è l’ultima stagione in cui il maestro Alberto Zedda ricopre la responsabilità di direttore artistico.

la-gazza padreIn quanto al cast, tutte le distribuzioni vocali, troviamo accanto ad elementi sicuri e ben affermati, per esempio il vigoroso Alex Esposito nella parte del padre di Ninetta, Fernando, elementi meno noti ma molto promettenti, provenienti dal tirocinio della prestigiosa Accademia rossiniana, come Marko Mimica, basso croato che ha sostenuto il ruolo imponente del viscido e lubrico magistrato Gottardo. La protagonista georgiana, Nino Machaidze, rivela impegno espressivo,una vocalità morbida e toccante, nonché la proprietà di una tecnica di canto adeguata alla complessità vocale ed espressiva del personaggio. Anche i personaggi di contorno sono tutti ben centrati: i genitori dell’amoroso Giannetto (lo squillante René Barbera), Simone Alberghini (Fabrizio) come sempre all’altezza del compito. Sembrano un po’ in difficoltà Teresa Jervolino (Lucia) e il tenero amico Pippo (Lena Belkina). Bene il merciaiuolo Isacco (Matteo Macchioni) e il carceriere Antonio (Alessandro).

La regia di Damiano Michieletto, dopo otto anni, è rimasta felice nel seguire l’intreccio e nell’idea di affidare la gazza ladra a una mimo-artista (la bravissima Sandhya Nagaraja); Nel 2007 lo spettacolo che vinse il premio Abbiati rappresentò una “promozione” del regista veneto dalle farse nel programma del festival ai titoli principali del repertorio rossiniano. La sua regia rappresentò una grossa sorpresa per il pubblico, tra fasci di luce, atmosfere cupe (con le scene di Paolo Fantin e i costumi di Carla Teti) e, soprattutto, i cantanti con l’acqua alle caviglie. Ci furono anche contestazioni, ma fu la prima grande occasione per un regista che poi si è affermato come uno dei più audaci e innovativi della scena internazionale.
Non si può non rendere omaggio alla saggia ed equilibrata direzione orchestrale di Donato Renzetti, all’orchestra e al coro del Teatro Comunale di Bologna preparato dal Maestro Andrea Faidutti, e sempre ogni onore al maestro Alberto Zedda che ne curò l’edizione critica nel 1973.

Daria Della Croce

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LA GAZZA LADRA AL ROF 2015, APPUNTI

CASA MUSICALE ANCONA, il “nostro” storico negozio di musica

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La Casa Musicale Ancona è il negozio di musica, nel centro della città, che opera da più di 80 anni nel campo della vendita al dettaglio di prodotti discografici e di editoria musicale, diventando punto di riferimento per musicisti ed amatori dell’arte musicale.

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Nello storico negozio, che si trova in Corso Stamira 68 – conosciuto in passato con il nome di Casa Musicale Bucchi – si può trovare un vasto assortimento di ogni genere di musica: CD, video, DVD e dischi in vinile di interpreti noti e meno noti. La cortesia e la competenza dei due gestori – Marco e Fabiola – costituiscono ulteriore valore aggiunto e permettono alla Casa Musicale Ancona di continuare ad essere un punto di riferimento per questo tipo di prodotti.

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Marco è a disposizione per reperire lo spartito di cui avete bisogno.

La Casa Musicale Ancona ospita anche una sezione dedicata all’editoria musicale. Ordinati negli scaffali è possibile trovare tanti spartiti di musica classica e non solo. Per quanto riguarda la lirica sono a disposizione gli spartiti di canto e pianoforte delle opere di repertorio e, laddove si tratti di titoli rari, è possibile effettuarne l’ordine. Non siete sicuri che lo spartito sia quello giusto? C’è anche un pianoforte su cui provare….

Speciale è la collaborazione con l’Editore Zecchini che pubblica la rivista mensile “MUSICA” e che ha in attivo diverse collane editoriali come: “PERSONAGGI DELLA MUSICA”, raccolta di biografie di musicisti famosi. In negozio questi volumi si possono trovare nel reparto dedicato ai libri.

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La Casa Musicale Ancona è una collaboratrice storica dell’Associazione Amici della Lirica “Franco Corelli”. Da diversi anni rappresenta il nostro punto d’appoggio “nella città” permettendoci di essere più vicini ai nostri Soci. Presso la Casa Musicale Ancona è possibile avere informazioni sulla nostra Associazione ed effettuare il rinnovo annuale della tessera.

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Toccando la bellissima maniglia a forma di chiave di violino che si trova sul portone d’entrata ci viene di riflettere sul fatto che la musica, per essere apprezzata, chiede un’azione fisica. Chiede di essere “toccata” e “vissuta” con le proprie mani. Solo così è possibile entrare nel suo mondo incantato.

L’Associazione Amici della Lirica “Franco Corelli” ringrazia la Casa Musicale Ancona per la sua preziosa collaborazione e disponibilità da sempre dimostrata nei nostri confronti.

CASA MUSICALE ANCONA

Corso Stamira, 68 Ancona

Tel. 071 202588 – info@casamusicaleancona.it

Pagina Fan Facebook:   Casa Musicale Ancona

CASA MUSICALE ANCONA, il “nostro” storico negozio di musica

Carmela Remigio al Museo Omero di Ancona

carmela remigio

Visita straordinaria di Carmela Remigio al Museo Omero di Ancona: domenica 2 agosto alle ore 18.00 una delle voci più acclamate, protagonista de La Bohème che va in scena allo Sferisterio di Macerata nel ruolo di Mimì, visita la mostra “Frammenti d’umanità” e sceglie, insieme al Presidente del Museo Aldo Grassini, l’opera vincitrice della VI edizione di Arteinsieme Musica.

Un momento per incontrare l’artista in conversazione con Andrea Gioacchini, Presidente degli Amici della Lirica “Franco Corelli”, Aldo Grassini, Presidente del Museo Omero, Raffaele Berardinelli, C.D.A. dello Sferisterio di Macerata, partner della manifestazione Arteinsieme. Conduce il critico musicale Fabio Brisighelli.

Interventi musicali dell’arpista Michela Amici, conclude la manifestazione un piccolo rinfresco. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con gli Amici della Lirica “Franco Corelli” di Ancona e con l’Associazione “Per il Museo Tattile Statale Omero” onlus. Carmela Remigio è l’artista testimonial della Biennale Arteinsieme Musica.

La Biennale Arteinsieme 2015 – Cultura e culture senza barriere, è promossa da TACTUS – Centro per le Arti contemporanee, la Multisensorialità e l’Interculturalità del Museo Tattile Statale Omero, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, lo Sferisterio – Macerata Opera Festival, l’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche. L’iniziativa, nata nel 2003, Anno Europeo del Disabile, ha lo scopo di favorire l’integrazione scolastica e sociale delle persone con disabilità e di quelle svantaggiate per provenienza da culture altre e per condizione sociale, attraverso la valorizzazione della cultura e dell’espressione artistica contemporanea come risorse per l’educazione e la crescita personale di tutti.

arteinsieme2Gli allievi di 3 Licei Musicali e Coreutici, e 6 Conservatori provenienti da tutti Italia hanno partecipato al Concorso Arteinsieme Musica sviluppando la tematica della soffitta de “La Bohème” (rifugio giovanile, luogo di incontro di giovani artisti … ), in un elaborato musicale/scenografico/drammatico-teatrale, in un’ottica inclusiva, anche nei confronti delle barriere sensoriali. Gli elaborati sono ospitati temporaneamente presso il Museo Tattile Statale Omero di Ancona nella mostra “FRAMMENTI D’UMANITA’ Giuliano Vangi e i giovani artisti”.

CARMELA REMIGIO AL MUSEO OMERO

Domenica 2 agosto ore 18.00 – Mole Vanvitelliana, Ancona

 ingresso libero

museo-tattile-omeroInformazioni

Museo Tattile Statale Omero – Mole Vanvitelliana
Banchina Giovanni da Chio 28
60121 Ancona
Tel + 39 071.2811935
Fax + 39 071.2818358
Email info@museoomero.it
Sito: www.museoomero.it

Carmela Remigio al Museo Omero di Ancona

Mozart “Così fan tutte”, impressioni su due realizzazioni dell’opera

Spoleto Duomo
Spoleto, Piazza Duomo

Domenica 28 giugno, una splendida giornata a Spoleto, con in tasca i biglietti per assistere al “Così fan tutte” di Mozart al Teatro Nuovo, nella memoria tante altre stagioni del Festival dei due Mondi, e negli occhi la bellezza sempre nuova della città e del suo Duomo. Ad arricchire l’atmosfera festosa e festivaliera, oltre alla compagnia degli amici con cui eravamo arrivati, ecco l’incontro con altri Soci degli Amici della Lirica “Franco Corelli” di Ancona, fra cui la nostra inviata speciale Roberta. Ci diamo appuntamento a teatro e le prime impressioni sono subito positive per la curatissima scenografia, i fastosi costumi e il buon livello della compagnia di canto e dell’orchestra, preparata anche con l’apporto di Carla Delfrate. Tuttavia, il pensiero non può non andare alla versione del “Così fan tutte” del 2011 al Teatro delle Muse di Ancona, dove ad una maggiore semplicità e stilizzazione sul piano estetico, faceva però riscontro un livello interpretativo superiore, che trovava la sua punta di diamante in Carmela Remigio (vedi anche la recensione apparsa sul mensile “Opera” del marzo 2011). A differenza della “nostra”, il giovane soprano spoletino non è uscito indenne dalle insidie del “Come scoglio immoto…”, ritrovando però dignità di accenti nel secondo Atto. Nel complesso, lo spettacolo è stato godibilissimo, nell’ambito della tradizione, senza velleità innovative…(ma quanta freschezza e insinuante sensualità c’erano in quello del “nostro” Pizzi!).

Marina Micheletti

Mozart “Così fan tutte”, impressioni su due realizzazioni dell’opera

CARLO PERUCCI, l’impresario teatrale che ha “costruito” la lirica delle Marche

perucci

L’Associazione Amici della Lirica “Franco Corelli” consegna il Premio “CARLO PERUCCI” 2015 al basso Andrea Silvestrelli. Ma chi era Carlo Perucci? Cosa ha fatto di importante per la lirica?

Marchigiano di San Benedetto del Tronto, nato nel 1921, Carlo Perucci studia canto al Conservatorio di Pesaro, perfezionandosi con il celebre M° Arturo Melocchi (maestro anche di Franco Corelli e Mario Del Monaco).

Debutta in qualità di Baritono nel 1952 a Spoleto con l’ amico e compagno di studi Franco Corelli, quale vincitore dell’omonimo concorso, e da lì intraprende la carriera artistica che lo porta nei maggiori teatri italiani e stranieri, con un repertorio di 58 ruoli del melodramma italiano, tedesco, francese. Tra i suoi cavalli di battaglia La Traviata, Rigoletto, Carmen, Il Barbiere di Siviglia.

Ritiratosi dalle scene per i postumi di un grave incidente stradale, nei primi anni ’60, in veste di impresario, crea il circuito teatrale delle Marche: nel 1966 vengono proposti ben 34 spettacoli dislocati tra Ancona, Civitanova Marche, Ascoli Piceno, Ostra, Fano, Porto Recanati, Mondolfo, Cingoli, San Benedetto del Tronto, Sassoferrato, Tolentino, Matelica, Recanati, in piazze, arene, teatri. In programma opere di grande repertorio – La Traviata, Il Barbiere di Siviglia, Il Trovatore, La Bohème, Andrea Chenier, Tosca, ecc.– ma anche prime assolute di autori marchigiani contemporanei quali Piero Giorgi, Fernando Squadroni, Lino Liviabella. Un progetto innovativo che getta le basi dell’attuale assetto lirico marchigiano, e che pertanto, come tale, va oggi riconosciuto e considerato “storico”.

La trascorsa pratica del palcoscenico – che gli consente di conoscere non solo il mondo musicale, ma anche le esigenze ed i problemi concreti del teatro d’opera visto “da dentro”– si sposa all’entusiasmo di un’inesausta voglia di fare, potenziata da un forte senso della socialità della cultura, profondamente figlia di quegli anni. Nel 1965 assume la direzione artistica del Teatro Pergolesi di Jesi e, nel 1967, dalla sua grande intuizione rinasce la Stagione Lirica dello Sferisterio di Macerata, con uno storico Otello interpretato da Mario Del Monaco. Entrambi i teatri, grazie alla qualità delle loro produzioni, vengono presto riconosciuti dal Ministero per i Beni Culturali – direzione dello Spettacolo – “Teatri di Tradizione”, condizione che consente di ricevere una sovvenzione ministeriale che si affianca al contributo economico degli Enti Locali.

Carlo Perucci ricopre la carica di Direttore artistico dello Sferisterio (e del Pergolesi) per venti anni, nel corso dei quali porterà l’arena maceratese nell’empireo dei maggiori palcoscenici internazionali, grazie alla presenza di tutte le grandi stelle della lirica, tra cui Del Monaco, Corelli, Pavarotti, Carreras, Domingo, Kraus, Siepi, Gobbi, Raimondi, Merighi, Olivero, Scotto, Kabaiwanska, Caballè, Gencer, Anderson, Dimitrova, Cossotto…solo per citarne alcuni. E poi danzatori quali Nureyev, Fracci, direttori d’orchestra come Maag, Maazel, Oren, Patanè, registi come Bolognini, Russel. La sua impronta creativa emerge anche nei cartelloni in cui accanto a titoli del repertorio tradizionale figurano scelte inconsuete, grandi produzioni straniere, balletti e musical.

Nel 1970 viene insignito dell’onorificenza di Commendatore della Repubblica Italiana per meriti artistici, cui si sommano numerosi altri riconoscimenti e negli anni ’70 e ’80. Negli stessi anni diventa titolare della cattedra di canto ed arte scenica presso i Conservatori di Pescara e Pesaro.

Lascia le Marche nel 1986 per assumere l’incarico di Direttore Artistico dell’Arena di Verona. Nel quadriennio 1986 – 1990, insieme al sovrintendente Francesco Ernani, anconetano insignito negli scorsi anni del Premio Perucci, realizza grandi produzioni tra le quali il balletto “Zorba il Greco”, successo travolgente ed indimenticabile. Oppure la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi con tremila coristi, Luciano Pavarotti, e la direzione di Zubin Metha. In quei quattro anni l’Arena di Verona raggiunge i record di presenze e di incassi mai più eguagliati: nel 1989 si superano i 600 mila spettatori paganti.

Il 29 luglio del 1990 il Maestro Perucci viene colpito da un grave ictus. La malattia lo costringe a rassegnare le dimissioni nel gennaio 1991, ed a ritirarsi a vita privata, fino alla sua scomparsa il 13 luglio 1998.

Il ricordo di Carlo Perucci resta legato, in coloro che lo hanno conosciuto, non solo alla sua competenza artistica ma soprattutto alla sua sensibilità e propensione ai rapporti umani, al suo senso del “lavoro di squadra”, grazie al quale ha sempre stabilito con artisti, operatori e maestranze un rapporto di rispetto reciproco e collaborazione, e non di rado di profonda amicizia.

Giovedì 9 Luglio 2015 ore 21.00

Ridotto del Teatro delle Muse, Ancona

“PREMIO CARLO PERUCCI”

Recital del basso

ANDREA SILVESTRELLI

Ingresso libero

Info: amici.lirica.ancona@gmail.com

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CARLO PERUCCI, l’impresario teatrale che ha “costruito” la lirica delle Marche