LA GAZZA LADRA AL ROF 2015, APPUNTI

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La Gazza ladra e Matilde di Shabran sono le due opere di Rossini definite semiserie, opere che sebbene denominate rispettivamente melodramma e melodramma giocoso, risentono dell’influenza del Romanticismo, contribuendo a meritare all’opera il confronto con il genere del romanzo.

Non vi è dubbio che l’opera semiseria avesse delle strutture proprie, diverse da quelle dell’opera buffa e dell’opera seria, e fu la scuola napoletana ad aver contribuito a fissare i caratteri di questo tipo di opera quali: la vicenda imperniata sulla figura di un condannato innocente, generalmente una fanciulla, il lieto fine, la presenza di cori e cortei di condannati, scene di prigioni e di processi, l’ambientazione feudale con un tiranno malvagio contro la povera vittima e la presenza lontana di un sovrano illuminato.

Con il debutto alla Scala di Milano il 31 maggio 1817, il melodramma in due atti di Giovanni Gherardini, tratto dalla Pie voleuse di Théodore Baldouin D’Aubigny e Louis-Charles Caigniez, La Gazza ladra presenta uno spaccato di vita paesana che si annuncia anche dal numero e dalla varietà dei personaggi: Fabrizio Vingradito, ricco fittavolo (basso); Lucia, sua moglie (mezzosoprano); Giannetto figlio di Fabrizio, militare (tenore); Ninetta, domestica in casa Vingradito (soprano); Fernando Villabella, padre di Ninetta (basso); Gottardo, Podestà del villaggio (basso); Pippo, giovane contadino (contralto en travestì); Isacco un merciaiuolo (tenore), e poi un servo, un carceriere, un amico di Fernando, un cancelliere, cori di armigeri, contadini, e da non dimenticare una gazza.

Corposo anche il numero dei pezzi: una Sinfonia di introduzione al primo atto, seguita da recitativi e cavatine, cori, duetto, scena e terzetto, finale dell’atto con recitativo, largo e stretta conclusiva. II secondo atto inizia con un recitativo di Ninetta, due duetti, recitativo ed aria, scena e coro del giudizio, scena e quintetto, coro e preghiera di Ninetta, finale.

la gazza cucchiaioL’intreccio della complicata vicenda si svolge in un villaggio vicino Parigi, dove ritorna Giannetto accolto festosamente da tutti. Fabrizio Vingradito , padre di Giannetto lo vorrebbe sposo a Ninetta, la domestica di casa, di parere contrario è la moglie Lucia, che sospetta Ninetta del furto di una posata d’argento. Rimasta sola Ninetta è raggiunta dal padre Fernando, militare condannato a morte per una lite con un suo superiore. Fernando consegna alla figlia una posata da vendere per racimolare il denaro necessario alla fuga. Ninetta è raggiunta dal Podestà, corteggiatore respinto, che essendo senza occhiali le fa leggere una lettera dove viene esortato ad arrestare Fernando, ma Ninetta nella lettura, altera di proposito i connotati del ricercato. Nella scena ormai deserta appare la gazza che ruba un cucchiaio, di lì a poco Ninetta vende al merciaiuolo Isacco la posate del padre. Lucia scopre la mancanza di un’altra posata e accusa la fanciulla, che subito il Podestà ordina di imprigionare avendole trovato addosso il denaro datole dal merciaiuolo Isacco, il quale afferma di aver pagato una posata con il monogramma: FV (Fernando Villabella, omonimo di Fabrizio Vingradito). In carcere Ninetta riceve le visite di Giannetto e Pippo, ma anche le ulteriori, insistenti profferte del Podestà. Giudicata colpevole viene condannata a morte sulla pubblica piazza. Ma Pippo e il carceriere Antonio, seguendo la gazza che ha appena rubato un soldo, trovano tutti gli altri oggetti sottratti, il Pretore allora ordina l’immediata liberazione di Ninetta e l’opera si conclude con la gioia generale anche perché nel frattempo il Re ha concesso la grazia a Fernando.la-gazza-finale

L’opera inizia in modo sereno, lieto e musica e testo ne evidenziano la festosità ma con l’arrivo di Fernando (padre di Ninetta) spunta la tragedia e l’allegria finisce. In particolare nell’opera semiseria l’aspetto comico affiora come comico verbale o come satira (l’ironia dell’inno alla giustizia cantato dal pretore e dai giudici quando stanno condannando un’innocente) o come situazione (la gazza che interagisce). Ma costante ironica del libretto è la presenza del Podestà, goffo, lubrico e cattivo che insieme a Lucia scaglia contro Ninetta un’accusa infondata per stupirsi poi, come tutti, di fronte alla verità espressa dalla gazza.

A questa equilibrata articolazione della sceneggiatura corrisponde una inesauribile copiosità musicale che concilia quantità con qualità. La Gazza ladra, è una partitura particolarmente unitaria e lineare che rivela la modalità di approccio di Rossini a quel genere, ricco di caratterizzazioni e di elementi di colore che più lo avvicina al nascente Romanticismo, quello che più lo porta ad anticipare la produzione di Bellini e Donizetti.

Merita sottolineare la famosissima sinfonia in cui il Maestoso marziale è introdotto da tre rulli di tamburo, il primo tema allegro con brio, il secondo tema sempre allegro ma più marcato e continuo che conclude il primo periodo della maturità di Rossini in ambito Sinfonico. E ancora fra i diversi duetti quello tra Ninetta e Fernando è un vero capolavoro capace di trasmettere emozioni, commozione, “ brividi” secondo Stendhal, e il duetto d’amore e di commiato fra Ninetta e Giannetto che condurranno alla Sonnambula di Bellini e alla Linda di Chamounix di Donizetti. Così come il fierissimo Fernando, uomo calunniato, soldato offeso, padre oltraggiato, sembra anticipare gli eroi del romanticismo.

L’edizione proposta dal Rossini Opera Festival e che apre la trentaseiesima edizione, si avvale della regia di Damiano Micheletto, ed è doveroso sottolineare che è l’ultima stagione in cui il maestro Alberto Zedda ricopre la responsabilità di direttore artistico.

la-gazza padreIn quanto al cast, tutte le distribuzioni vocali, troviamo accanto ad elementi sicuri e ben affermati, per esempio il vigoroso Alex Esposito nella parte del padre di Ninetta, Fernando, elementi meno noti ma molto promettenti, provenienti dal tirocinio della prestigiosa Accademia rossiniana, come Marko Mimica, basso croato che ha sostenuto il ruolo imponente del viscido e lubrico magistrato Gottardo. La protagonista georgiana, Nino Machaidze, rivela impegno espressivo,una vocalità morbida e toccante, nonché la proprietà di una tecnica di canto adeguata alla complessità vocale ed espressiva del personaggio. Anche i personaggi di contorno sono tutti ben centrati: i genitori dell’amoroso Giannetto (lo squillante René Barbera), Simone Alberghini (Fabrizio) come sempre all’altezza del compito. Sembrano un po’ in difficoltà Teresa Jervolino (Lucia) e il tenero amico Pippo (Lena Belkina). Bene il merciaiuolo Isacco (Matteo Macchioni) e il carceriere Antonio (Alessandro).

La regia di Damiano Michieletto, dopo otto anni, è rimasta felice nel seguire l’intreccio e nell’idea di affidare la gazza ladra a una mimo-artista (la bravissima Sandhya Nagaraja); Nel 2007 lo spettacolo che vinse il premio Abbiati rappresentò una “promozione” del regista veneto dalle farse nel programma del festival ai titoli principali del repertorio rossiniano. La sua regia rappresentò una grossa sorpresa per il pubblico, tra fasci di luce, atmosfere cupe (con le scene di Paolo Fantin e i costumi di Carla Teti) e, soprattutto, i cantanti con l’acqua alle caviglie. Ci furono anche contestazioni, ma fu la prima grande occasione per un regista che poi si è affermato come uno dei più audaci e innovativi della scena internazionale.
Non si può non rendere omaggio alla saggia ed equilibrata direzione orchestrale di Donato Renzetti, all’orchestra e al coro del Teatro Comunale di Bologna preparato dal Maestro Andrea Faidutti, e sempre ogni onore al maestro Alberto Zedda che ne curò l’edizione critica nel 1973.

Daria Della Croce

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LA GAZZA LADRA AL ROF 2015, APPUNTI

Mozart “Così fan tutte”, impressioni su due realizzazioni dell’opera

Spoleto Duomo
Spoleto, Piazza Duomo

Domenica 28 giugno, una splendida giornata a Spoleto, con in tasca i biglietti per assistere al “Così fan tutte” di Mozart al Teatro Nuovo, nella memoria tante altre stagioni del Festival dei due Mondi, e negli occhi la bellezza sempre nuova della città e del suo Duomo. Ad arricchire l’atmosfera festosa e festivaliera, oltre alla compagnia degli amici con cui eravamo arrivati, ecco l’incontro con altri Soci degli Amici della Lirica “Franco Corelli” di Ancona, fra cui la nostra inviata speciale Roberta. Ci diamo appuntamento a teatro e le prime impressioni sono subito positive per la curatissima scenografia, i fastosi costumi e il buon livello della compagnia di canto e dell’orchestra, preparata anche con l’apporto di Carla Delfrate. Tuttavia, il pensiero non può non andare alla versione del “Così fan tutte” del 2011 al Teatro delle Muse di Ancona, dove ad una maggiore semplicità e stilizzazione sul piano estetico, faceva però riscontro un livello interpretativo superiore, che trovava la sua punta di diamante in Carmela Remigio (vedi anche la recensione apparsa sul mensile “Opera” del marzo 2011). A differenza della “nostra”, il giovane soprano spoletino non è uscito indenne dalle insidie del “Come scoglio immoto…”, ritrovando però dignità di accenti nel secondo Atto. Nel complesso, lo spettacolo è stato godibilissimo, nell’ambito della tradizione, senza velleità innovative…(ma quanta freschezza e insinuante sensualità c’erano in quello del “nostro” Pizzi!).

Marina Micheletti

Mozart “Così fan tutte”, impressioni su due realizzazioni dell’opera

28 GIUGNO 2015: UNA DOMENICA A SPOLETO

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Nella mattinata di domenica 28 giugno mi sono recato, in compagnia di mia moglie, a Spoleto. La città è sempre splendida, elegante e raffinata, con infrastrutture ben studiate per togliere automobili dal centro storico e contemporaneamente offrire comodi parcheggi e veloci modalità di accesso. Domenica poi Spoleto era particolarmente “in tiro” essendo previsto l’evento-performance voluto dalla Fondazione Carla Fendi per il film immaginato da Visconti su Proust.

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All’ora di pranzo abbiamo apprezzato un intermezzo gastronomico presso il ristorante “Il Panciolle” e quindi ci siamo recati al Teatro Nuovo per assistere all’opera “Così fan tutte”, che era il primo scopo della gita a Spoleto. La produzione “spoletina” prevede regia di Giorgio Ferrara, direzione di James Conlon e scenografia di Dante Ferretti. A questo punto debbo precisare (chi mi conosce lo sa già!) che non ho le competenze per articolare una analisi critica, e quindi riferirò semplicemente mie impressioni.

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L’ascolto dell’opera lascia una piacevole sensazione di soddisfazione, l’orchestra è ben equilibrata, la regia e l’ambientazione sono tradizionali (per me questo non è un fatto negativo se accuratamente realizzate). Le voci risultano gradevoli (in evidenza mi sembrano Muraro nella parte di don Alfonso e McLaughlin in quella di Despina) ma in generale tutta la compagnia di canto si mantiene su un buon livello. Geniale poi nella sua semplicità la scenografia con simpatiche nuvole che, pur mutando colore, accompagnano tutta l’opera. Giornata quindi positiva, e di ciò ringraziamo tutta l’organizzazione del Festival dei Due Mondi.

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Un ringraziamento particolare alla nostra Roberta, competente e disponibile.  A Spoleto abbiamo incontrato altri colleghi dell’Associazione Amici della Lirica “Franco Corelli” che erano venuti sempre per l’opera, e ciò fa pensare che forse il prossimo anno si potrà anche organizzare una “spedizione” di gruppo.

Ennio Figini

28 GIUGNO 2015: UNA DOMENICA A SPOLETO

“ANCONA E DOPO CHICAGO, LE MIE CITTA’ PREFERITE” Intervista al basso Andrea Silvestrelli

Tornato nella sua città per trascorrere le vacanze con la sua famiglia, il basso Andrea Silvestrelli si è dimostrato disponibile e generoso con gli Amici della Lirica “Franco Corelli” collaborando e rispondendo positivamente a tutte le nostre proposte. Un’amicizia che lo lega alla nostra Associazione ci ha permesso di poterlo disturbare anche per un’intervista. Una piccola lettura per conoscere meglio la sua vita e la carriera artistica…

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Come è nata la passione per la musica?

A questa domanda devo dare una risposta molto lunga. Io ho cominciato a suonare la fisarmonica all’età di 5 anni quindi la musica ha sempre fatto parte della mia vita. Ho avuto la fortuna di studiare musica con grandissimi maestri e grandissime persone come: Quinto Curzi, Alfio Rosati, Tullio Giacconi, musicisti eccelsi e amanti della musica. Con queste persone ho imparato prima a conoscerla, poi ad ammirarla ed infine ad amarla. Adesso il mio mestiere è la musica e imparo ad amarla sempre di più giorno dopo giorno.

A chi non conoscesse la tua voce, cosa le faresti ascoltare?

A chi non conoscesse la mia voce farei ascoltare Bluebeard’s Castle di Bartok o Gotterdamerung di Wagner.

Quali sono stati gli avvenimenti più significativi della tua carriera?

Ci sono stati molti eventi significativi nella mia carriera, e quelli che ricordo con piú affetto sono: il concorso di Spoleto dove ho debuttato nel Simon Boccanegra di Verdi, il debutto al Teatro alla Scala con il maestro Luciano Pavarotti nel Don Carlo di Verdi e il debutto a Chicago che mi ha permesso di farmi conoscere negli Stati Uniti. Ma quasi ogni nuovo lavoro è un avvenimento significativo per me.

Quanto è difficile la professione del cantante lirico?

Come in tutte le professioni ci sono pro e contro; per me la cosa piú difficile è rimanere lontano da casa e dalla famiglia per tanto tempo, dover accettare compromessi. Ma i pro sono moltissimi, conoscere posti, persone e cose nuove, fare esperienze sempre diverse.

Quali sono le tue opere preferite? Perché?

Le mie opere preferite sono Don Chichotte , Barbablù , Falstaff. Di questi tre personaggi mi piace il loro cercare in continuazione. Don Chichotte cerca una crescita personale nella società e nell’amore. Barbablù, l’amore perfetto. Falstaff il voler cercare di sembrare diverso.

Quale personaggio (e per quali ragioni) ami maggiormente interpretare?

Senza dubbio Barbablù. Quando ho scoperto quest’opera 7 anni fa me ne sono innamorato. Il personaggio è psicologicamente profondo, tutti credono che sia cattivo, ma in realtà è solo alla ricerca di una donna che lo comprenda. La musica di Béla Bartok, ti avvolge e ti fa sentire parte di una cosa più grande.

Sei influenzato dalla personalità dei personaggi che stai per interpretare?

Moltissimo, talmente tanto che a volte me li porto nella vita di tutti i giorni.

Quali sono i direttori d’orchestra con i quali hai lavorato in maggiore sintonia?

Ho lavorato in sintonia quasi con tutti ma voglio ricordare: il maestro Muti, il maestro Kuhn, Metha, Rizzi.

Preferisci le regie d’opera tradizionali oppure quelle moderne?

Preferisco le regie belle che raccontino la musica e la storia.

Quali sono le doti che deve avere un cantante?

Voce musicalità e fantasia. ..ah dimenticavo fortuna e salute!

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I tuoi colleghi preferiti del passato e del presente?

Mi vergogno un po’ a definirlo collega ma Pavarotti è il mio cantante preferito, con Corelli, Siepi, Ramey, Merighi. Di quelli ancora in carriera mi piacciono: Corbelli, Furlanetto ed altri…

Cosa diresti ad un giovane che si avvia ad affrontare la carriera di cantante d’opera?

Che si appresta ad iniziare un viaggio bellissimo, ma pieno di scelte, di rinunce e di muri da abbattere.

Cosa fai un’ora prima di salire sul palco?

Quasi sempre mangio, mi rilasso, rido e scherzo. Per me salire sul palcoscenico non è un peso, ma un onore.

Dal debutto ad oggi, un simpatico aneddoto legato alla tua professione?

Ne ho troppi, credo riguardo gli aneddoti di essere molto fortunato. Alcuni si possono raccontare altri meno…. Un aneddoto simpatico potrebbe essere quello successo al Covent Garden nell`Otello di Verdi il tenore poverino aveva un grandissimo mal di stomaco e dopo aver ucciso Desdemona non ha potuto far altro che cantare stereo, parole dalla bocca musica dal……..vva bene stava male. Per la povera Desdemona per me e per Cassio è stato un momento drammaticissimo. Non poter ridere e vivere questo concerto a 2 metri è da annoverarsi nelle prove epiche.

Potendo scegliere, quale sogno professionale vorresti realizzare?

Vorrei cantare più di 150 opere diverse e vorrei essere ricordato.

Città del mondo preferita?

Ancona, la mia cittá, seguita da Chicago.

Il teatro (o teatri) dove ti sei esibito che ti sta a cuore?

Tutti teatri mi stanno a cuore, ma se ne devo scegliere uno è quello di Chicago perché mi ha fatto sentire a casa.

Cosa ti manca di più dell’Italia?

Dell’Italia mi manca quasi tutto ma scegliendo dico raguse, bucatini all’amatriciana e stoccafisso all’anconetana!

Quali sono i tuoi ricordi più cari legati al canto e alle Marche?

Il mio debutto a Jesi, i concerti alla Loggia dei Mercanti [di Ancona], l’Arena Sferisterio di Macerata, sia da musicista, corista e solista.

Cosa possiamo fare per diffondere la cultura musicale e la cultura dell’opera lirica?

L’unica via che conosco è portare le scuole a teatro spiegando in modo semplice quello che succede nel palcoscenico. Perché Ancona e le Marche hanno una grandissima tradizione di cantanti, musicisti come Corelli, Tebaldi, Merighi, Cava, Neroni , o come Spontini, Vaccaj, Pergolesi, Rossini, Marchetti. Far conoscere queste grandi realtà arricchirebbe la conoscenza collettiva.

Quali sono i tuo progetti artisti per l’immediato futuro?

Sono impegnato per luglio e agosto nel Requiem di Verdi, e nel ring Wagneriano in Austria, per poi volare a San Francisco dove canterò nella Luisa Miller di Verdi nei Maestri Cantori di Wagner e nel Barbiere di Siviglia di Rossini.

Il tuo motto?

Non ho un motto, ma essere positivi aiuta.

Ringraziamo il maestro Silvestrelli per la collaborazione.

Rinnoviamo l’appuntamento con tutti gli Amici della Lirica (e non solo) al suo suo Recital GIOVEDI’ 9 LUGLIO ore 21.00 presso il Ridotto del Teatro delle Muse (ingresso libero)

 

Info amici.lirica.ancona@gmail.com

 

 

 

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“ANCONA E DOPO CHICAGO, LE MIE CITTA’ PREFERITE” Intervista al basso Andrea Silvestrelli

RECITAL del Basso ANDREA SILVESTRELLI

L’estate 2015 degli Amici della Lirica “Franco Corelli” inizia nel segno della musica di ampio respiro. Ad inaugurarla sarà un concerto straordinario: un recital dell’anconetano Andrea Silvestrelli diventato uno dei più importanti bassi della lirica del panorama operistico internazionale.

Nato nella nostra città, diplomato al Conservatorio di Pesaro, dopo aver iniziato la sua carriera in terra italiana ha debuttato in America e, una volta conquistato il pubblico del Metropolitan di New York, San Francisco Opera, Chicago e Los Angeles è diventato regolarmente ospite dei teatri più importanti di tutto il mondo.

Andrea Silvestrelli sarà nella città di Ancona per ricevere il “Premio Carlo Perucci”.

Giovedì 9 Luglio 2015 ore 21.00

Ridotto del Teatro delle Muse, Ancona

“PREMIO CARLO PERUCCI”

Recital del basso

ANDREA SILVESTRELLI

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Collaborano il soprano Marta Torbidoni e la pianista Silvia Ercolani.

INGRESSO LIBERO

info: amici.lirica.ancona@gmail.com

RECITAL del Basso ANDREA SILVESTRELLI

Un delizioso racconto in musica “pucciniano”

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“ LA BOHÈME E I BOHÉMIENS”

Un delizioso racconto in musica “pucciniano”

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Ancor prima di dar titolo alla struggente storia di Mimì e dei quattro squattrinati amici della soffitta sui tetti di Parigi, La Bohème potè per qualche tempo identificarsi con una rustica capanna di legno con il tetto coperto di falasco, dalle parti di Torre del Lago. Era il rifugio eletto a luogo di ritrovo e taverna da un’allegra brigata di artisti, da una comitiva spensierata e godereccia di amici che in quella dimora avevano fondato il “Club della Bohème”, di cui loro erano i singolari bohémiens: per lì dedicarsi in santa pace a mangiare e a bere bene, a giocare a carte e a parlare di caccia e di pesca. Il loro “statuto” peraltro non ammetteva la saggezza e proibiva tutti i giochi leciti! Giacomo Puccini ovviamente ne era il promotore e l’esponente di spicco, con il ristretto cenacolo dei suoi amici artisti: pittori, scrittori, musicisti e quant’altro.

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La Bohème e i Bohémiens è il racconto agile, divertente e curioso di questa simpatica combriccola di buontemponi di talento, una storia che nasce dal romanzo “Giacomo Puccini intimo” di Guido Marotti, “socio” partecipante nonché amico e segretario personale di Giacomo. L’Associazione Amici della Lirica “Franco Corelli” di Ancona ha rielaborato la spigliata storia per presentarla nei giorni scorsi in una semplice ma molto accattivante messinscena negli spazi aperti della Galleria Dorica, al centro della città. Con l’adattamento dei testi ad opera di Rosetta Martellini e di Roberta Mori e con l’adattamento e arrangiamento musicale di Michele Scipioni, ne sono stati validissimi protagonisti la stessa Martellini (regista e voce narrante), le voci liriche di Susy Ham (Mimì) e di Margherita Hibel (Musetta) e il Sineforma Ensemble attraverso il violino di Simone Grizi, il clarinetto di Michele Scipioni e il pianoforte di Meri Piersanti. Uno spettacolino delizioso che l’Associazione intende riproporre in altri contesti artistici del territorio. Come nella chiusa del racconto, dopo l’ultimo canto di Mimì (“Sono andati…”) e i laceranti accordi finali della morte, si diffondeva tra il pubblico presente l’immancabile brivido di commozione, a cui è sempre difficile sottrarsi.

FABIO BRISIGHELLI

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Susy Ham – Mimì

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Margherita Hibel – Musetta

23 maggio 2015 – Galleria Dorica Ancona

Happening della Biennale Arteinsieme del Museo Tattile Statale Omero

gli Amici della Lirica “Franco Corelli” insieme all’Associazione Sineforma

hanno presentato:

“La Bohème e i Bohémiens”

racconto in musica

da Guido Marotti “Giacomo Puccini intimo”

(Ed. Vallecchia, 1943)

Rosetta Martellini     Regia e voce narrante

Susy Ham                           Mimì

Margherita Hibel                  Musetta

 

Sineforma Ensemble

 Simone Grizi                        Violino

Michele Scipioni              Clarinetto

Meri Piersanti                  Pianoforte

 

Adattamento testi         Rosetta Martellini, Roberta Mori

Adattamento e arrangiamento musicale Michele Scipioni

Galleria fotografica – 23 maggio 2015 Ancona

Si ringrazia per la collaborazione

Museo Tattile Statale Omero Ancona – Biennale Arteinsieme 2015

Grafica Louise Bull

Roberto Valli Pianoforti

Liceo Artistico “E. Mannucci” Ancona

Museo del Cappello Montappone

info: amici.lirica.ancona@gmail.com

Un delizioso racconto in musica “pucciniano”

“La Bohème e i Bohémiens”, la storia di una comitiva di amici ed una capanna

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Nel giugno 1891 Giacomo Puccini aveva appena preso dimora con la famiglia sul lago di Massaciuccoli (in provincia di Livorno). Lui, come molti altri artisti soprattutto pittori, attratti dalla bellezza ancora incontaminata della palude, tra falaschi, boschi di pini e battute di caccia, confluirono a Torre del Lago. Presto si creò una comitiva di artisti che elesse una capanna di legno e canna palustre come luogo di ritrovo e taverna, dedicandosi a iniziative ludiche, artistico-musicali e venatorie.

“La Bohème e i Bohémiens” è la storia di questa comitiva, una storia che nasce dal romanzo “Giacomo Puccini intimo” (Ed. Vallecchia 1943) di Guido Marotti (frequentatore dell’allegra brigata, nonché amico e segretario personale di Puccini).

Un racconto, curioso e sorprendente delle vicissitudini del piccolo gruppo di bohémiens artisti, scrittori e pittori – e altri amici “artisti” di caccia e pesca – che, come Puccini, cercavano a Torre del Lago pace e tranquillità per dedicarsi alle loro rispettive muse. Era il 1895 e Puccini stava lavorando ad una nuova opera lirica. Nel tempo libero raggiungeva i suoi amici nella “Capanna di Giovanni”, il ciabattino del luogo, detto dalla brigata “gambe di merlo”. Nella capanna mangiavano, bevevano, chiacchieravano e giocavano a carte, ma non fu per sempre così: Giovanni emigrava in Sudamerica, e il ritrovo cambiò nome…

manifesto data

“La Bohème e i Bohémiens”

Un racconto in musica da “Giacomo Puccini intimo”

di Guido Marotti (Ed. Vallecchia, 1943)

Sabato 23 maggio 2015, ore 19.00 – Galleria Dorica, Corso Garibaldi – Ancona

 

Rosetta Martellini         Regia e voce narrante

Susy Ham                           Mimì

Margherita Hibel                  Musetta

Sineforma Ensemble

Simone Grizi                        Violino

Michele Scipioni                  Clarinetto

Meri Piersanti                  Pianoforte

 

Adattamento testi         Rosetta Martellini, Roberta Mori

Adattamento e arrangiamento musicale Michele Scipioni

INGRESSO LIBERO

Si ringrazia per la collaborazione

Biennale Arteinsieme – Museo Tattile Statale Omero Ancona

Grafica Louise Bull – bulllouise@alice.it

Liceo Artistico “E. Mannucci” Ancona

Museo del Cappello Montappone (FM)

“La Bohème e i Bohémiens”, la storia di una comitiva di amici ed una capanna